Opportunità di lavoro: sono in attivazione due contratti per Laureati in Medicina, Specialisti in Oncologia, presso il Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese

Opportunità di lavoro: sono in attivazione due contratti per Laureati in Medicina, Specialisti in Oncologia, presso il Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Per inviare il CV e informazioni contattaci:
- valentina.ciacci@ao-siena.toscana.it
- f.battaglini@ao-siena.toscana.it - 0577 586336

Da oggi Rsalute ha una pagina facebook!

https://www.facebook.com/RepubblicaSalute/

IL CORPO ANTI CANCRO - Leggi il primo capitolo @edizpiemme http://www.edizpiemme.it/libri/il-corpo-anticancro … …

IL CORPO ANTI CANCRO - Leggi il primo capitolo @edizpiemme http://www.edizpiemme.it/libri/il-corpo-anticancro … …

Repubblica_Quando il corpo combatte e sconfigge il cancro di Michele Bocci

Repubblica_Quando il corpo combatte e sconfigge il cancro di Michele Bocci
File in pdf

Mercoledi 18 Gennaio 2017 presentazione dl libro il CORPO ANTI CANCRO di M. MAIO E A. CODIGNOLA - presso la libreria Rizzoli di Milano

www.edizpiemme.it/libri/il-corpo-anticancro

IMMUNO-ONCOLOGIA: FONDAZIONE NIBIT E AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SENESE PARTNER DEL PARKER INSTITUTE FOR CANCER IMMUNOTHERAPY E DEL CANCER RESEARCH INSTITUTE IN PROGETTO DI RICERCA SUI NEOAN

IMMUNO-ONCOLOGIA: FONDAZIONE NIBIT E AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SENESE PARTNER DEL PARKER INSTITUTE FOR CANCER IMMUNOTHERAPY E DEL CANCER RESEARCH INSTITUTE IN PROGETTO DI RICERCA SUI NEOANTIGENI DEL CANCRO 1 DICEMBRE 2016 – La Fondazione NIBIT e l’Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, dirette da Michele Maio, entrano nella Tumor neoantigEn SeLection Alliance (TESLA), l’importante annuncio arriva oggi dagli Stati Uniti dal Parker Institute for Cancer Immunotherapy e dal Cancer Research Institute. La collaborazione è focalizzata sulla ricerca dei neoantigeni, che gli scienziati ritengono possa contenere la chiave per sviluppare una nuova generazione di immunoterapie personalizzate e mirate contro il cancro. Italia capofila con la Fondazione NIBIT e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese sarà l’unico Centro in Europa a fornire anche campioni di tessuto per la ricerca. Il Parker Institute, creato ad aprile del 2016 grazie a Sean Parker, co-fondatore di Facebook, riunisce i migliori scienziati e le eccellenze mediche per portare avanti una nuova modalità di ricerca sull’immunoterapia del cancro, grazie anche alle potenzialità della bioinformatica per guidare l’innovazione. Il Cancer Research Institute è guidato da uno Scientific Advisory Council, rinomato in tutto il mondo, che comprende tre premi Nobel e 26 membri della National Academy of Science. [in allegato comunicato ufficiale Parker Institute / Cancer Research Institute]
File in pdf

NYTimes: Harnessing the Immune System to Fight Cancer

New drugs and methods of altering a patient’s own immune cells are helping some cancer patients — but not all — even when standard treatments fail. http://www.nytimes.com/2016/07/31/health/harnessing-the-immune-system-to-fight-cancer.html?smprod=nytcore-iphone&smid=nytcore-iphone-share

Quel Maio che a Siena progetta il futuro_Repubblica

Quel Maio che a Siena progetta il futuro_Repubblica
File in pdf

Mesotelioma: Tremelimumab non migliora la sopravvivenza di pazienti pretrattati in studio di fase IIb

Mesotelioma: Tremelimumab non migliora la sopravvivenza di pazienti pretrattati in studio di fase IIb https://www.astrazeneca.com/our-company/media-centre/press-releases/2016/astrazeneca-reports-top-line-result-of-tremelimumab-monotherapy-trial-in-mesothelioma-29022016.html …

Combining immunotherapy with epigenetic drugs to tackle cancer: lo studio NIBIT-M4 in "News Features" di Nature Medicine

Combining immunotherapy with epigenetic drugs to tackle cancer: lo studio NIBIT-M4 in "News Features" di Nature Medicine
File in pdf

Immunoterapia oncologica: l'arma contro il cancro che ha salvato Jimmy Carter - Panorama

http://www.panorama.it/scienza/salute/immunoterapia-oncologica-nuova-arma-contro-cancro/

LA FDA APPROVA IPILIMUMAB IN TERAPIA ADIUVANTE DOPO LA CHIRURGIA PER RIDURRE IL RISCHIO DI RECIDIVA DEL MELANOMA

Washington, 30 ottobre 2015 - La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha esteso l'uso di ipilimumab nel melanoma cutaneo alla terapia adiuvante nei pazienti con coinvolgimento dei linfonodi regionali di dimensioni > 1 mm dopo resezione completa, accompagnata da linfoadenectomia. "L'approvazione odierna estende l'uso di ipilimumab ai pazienti ad alto rischio di recidiva del melanoma dopo la chirurgia - ha affermato il dott. Richard Pazdur, Director of the Office of Hematology and Oncology Products al Center for Drug Evaluation and Research dell'FDA. - Il nuovo utilizzo del farmaco negli stadi più iniziali della malattia si basa sulle più approfondite conoscenze dell'interazione tra il sistema immunitario e il cancro." Ipilimumab, un anticorpo monoclonale che blocca il CTLA-4, molecola che gioca un ruolo nel rallentare o 'spegnere' il sistema immunitario alterando la capacità dell'ospite di combattere le cellule tumorali, è stato approvato nel 2011 per via endovenosa nel trattamento dei pazienti con melanoma in stadio avanzato non eleggibili alla chirurgia.

LA LOTTA AI TUMORI SI FA FURBA

LA LOTTA AI TUMORI SI FA FURBA
File in pdf

IMMUNO-ONCOLOGIA, ITALIA LEADER E SIENA TRA I PRIMI CENTRI AL MONDO

Siena, 10 ottobre 2015 – L’immuno-oncologia parla italiano. Il nostro Paese ha guidato i più importanti studi clinici con questa nuova arma e Siena è la capofila a livello mondiale. In dieci anni nella città toscana più di 700 pazienti sono stati trattati con queste terapie innovative che stimolano il sistema immunitario a combattere il cancro. Il melanoma ha rappresentato l’apripista in sperimentazioni che si sono poi allargate a molti tipi di tumore, da quelli del polmone, del rene, della prostata, del colon-retto e del cervello, fino al mesotelioma e ad altre neoplasie rare. L’Immunoterapia Oncologica del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, diretta dal prof. Michele Maio, è tra i primi centri al mondo per numero di patologie trattate con questo nuovo approccio. Proprio la città toscana ospita il XIII Congresso NIBIT (Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori) con la partecipazione dei più importanti esperti a livello internazionale. E da Siena arriva l’appello dei ricercatori perché queste terapie innovative siano subito disponibili per i pazienti. “Il nostro centro è nato dieci anni fa – spiega il prof. Maio, che è anche presidente del NIBIT e della Fondazione NIBIT -. All’inizio poteva sembrare una sfida. Oggi l’immuno-oncologia si è affermata come la quarta arma disponibile per sconfiggere il cancro in grado di generare grandi benefici sia nei tumori solidi che in quelli ematologici. Il primo farmaco immuno-oncologico approvato, ipilimumab, ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata: nel 20% dei pazienti la malattia si ferma o scompare del tutto, e aumenta la sopravvivenza a lungo termine. In questo tumore della pelle è ormai possibile evitare la chemioterapia. Un passaggio che avverrà a breve anche nel tumore del polmone, con importanti vantaggi per i pazienti perché oggi uno su cinque trattato con un nuovo farmaco immuno-oncologico, nivolumab, è vivo a tre anni. Siamo di fronte a un risultato straordinario in una delle patologie a maggiore impatto, con 41.000 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2015”. Il 21 luglio scorso la Commissione Europea ha approvato nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule squamoso localmente avanzato o metastatico, precedentemente trattato con la chemioterapia. Il 22 settembre l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha inserito il farmaco nella lista prevista dalla legge 648/96, consentendo così a 1.400 pazienti colpiti da questa forma di neoplasia, non inclusi nel programma di uso compassionevole, di poter disporre del trattamento a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Nivolumab, così come un altro anticorpo diretto contro PD-1, pembrolizumab, però non è stato ancora approvato nel nostro Paese nel melanoma. “È importante che anche i pazienti con questo tipo di tumore della pelle, che nel 2015 in Italia colpirà circa 11.300 persone, possano accedere quanto prima alla terapia innovativa – continua il prof. Maio -. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia della combinazione di ipilimumab e nivolumab. L’associazione ha evidenziato una riduzione delle dimensioni del tumore, cioè tassi di risposta non solo maggiori rispetto ai due farmaci somministrati in monoterapia ma anche più veloci e duraturi. Il regime di combinazione nel melanoma è stato approvato recentemente negli Stati Uniti dall’ente regolatorio americano, la Food and Drug Administration (FDA), ma spesso i pazienti italiani devono attendere molti mesi prima di poter accedere a queste armi. Chiediamo alle Istituzioni di prevedere approvazioni accelerate quando si tratta di terapie realmente innovative”. L’obiettivo di cronicizzare la malattia, già raggiunto in alcuni pazienti con melanoma, potrà essere esteso a altri tipi di tumore grazie all’associazione di queste molecole. “I risultati degli studi nel melanoma rafforzano le nostre convinzioni che le future terapie consisteranno nella combinazione di più farmaci immuno-oncologici, tra cui nivolumab e ipilimumab, che possono modulare il sistema immunitario per offrire ai pazienti con tumore opzioni di maggiore efficacia, più di quanto si possa ottenere con gli attuali approcci terapeutici – sottolinea il prof. Giorgio Parmiani, past president NIBIT e già direttore dell’Unità di Immuno-Bioterapia del Melanoma e Tumori Solidi dell’Istituto Scientifico Fondazione San Raffaele -. Nel 2011, la sopravvivenza a lungo termine in pazienti con melanoma metastatico era un risultato impensabile, ma l’introduzione di ipilimumab ha aiutato a rendere questo obiettivo una realtà per il 20% dei pazienti. Ora stiamo incrementando questi successi con nivolumab, il primo inibitore di PD-1 a dimostrare un aumentato beneficio in termini di sopravvivenza. Inoltre l’utilizzo delle tecniche di genomica consente oggi di identificare gli antigeni, cioè i bersagli verso cui il paziente può sviluppare una risposta immunologica efficace attivata dagli anticorpi immunomodulanti”. “Stiamo assistendo a risultati importanti anche nel tumore del rene – continua il prof. Parmiani -. Nivolumab infatti ha dimostrato di ridurre il rischio di morte del 27% nelle persone colpite dalla malattia in fase metastatica rispetto alla terapia standard”. L’utilizzo di queste terapie non comporta necessariamente un incremento dei costi per il sistema sanitario nazionale. Infatti si stanno indentificando marcatori tumorali per indentificare in anticipo i pazienti in cui i farmaci immuno-oncologici potranno essere efficaci. “Così sarà possibile risparmiare risorse - continua il prof. Maio -. Ad esempio nel tumore del colon-retto è stata identificata una sottopopolazione di pazienti con specifiche caratteristiche molecolari che rispondono molto bene all’immunoterapia. Il carcinoma del colon-retto finora non è stato considerato un modello di sperimentazione per l’immunoterapia perché ritenuto poco immunogenico, ma oggi i dati preliminari stanno evidenziando risultati impressionanti in determinate categorie di pazienti. Gli studi di fase I sono fondamentali per implementare questo tipo di conoscenze, anche se in Italia sono in netto calo. Uno degli obiettivi del NIBIT è proprio quello di promuovere sperimentazioni pre-cliniche e cliniche in grado di portare risultati immediati al letto del paziente”. Il NIBIT riunisce in rete le più importanti strutture italiane, circa 50, che si occupano di bioterapia dei tumori. Da una costola del network è nata nel 2012 la Fondazione NIBIT. “Questo ente – conclude il prof. Maio – vuole sviluppare studi spontanei con finalità non commerciali che si occupano di alcune patologie ‘di nicchia’. Partendo dai dati generati dal nostro centro a Siena nel corso di sperimentazioni spontanee sono nati studi registrativi internazionali ad esempio nel mesotelioma, per il quale la prossima settimana partirà a Siena uno studio clinico che combinerà i due anticorpi tremelimumab e durvalumab diretti contro le molecole CTLA-4 e PD-1”.

Review: Epigenetic therapy + immunotherapy likely to improve patient outcomes

http://www.aacr.org/Newsroom/Pages/News-Release-Detail.aspx?ItemID=755&utm_campaign=newsrelease&utm_content=ccr&utm_medium=twitter&utm_source=social&utm_term=aacr#.VfhQJRHtlBc

Chi desidera vedere l'arcobaleno deve imparare ad amare la pioggia.. Intervista al paziente Carlo Bianchelli della UOC I

https://www.youtube.com/watch?v=ujigi8ItjM4

Nivolumab approvato dall’EMA per il trattamento del tumore squamoso polmonare

Nivolumab, già recentemente approvato negli Stati Uniti, riceve l’approvazione anche da parte della Commissione Europea del farmaco per il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule squamocellulare avanzato o metastatico dopo fallimento di una linea di chemioterapia sistemica. L’approvazione è stata ottenuta sulla base dei solidi risultati dello studio registrativo di fase 3 Checkmate-017, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine, che ha mostrato la netta superiorità di Nivolumab rispetto al braccio di controllo rappresentato dal Docetaxel in termini di sopravvivenza globale (obbiettivo primario dello studio), con una riduzione del rischio di morte del 41%, una sopravvivenza ad un anno del 42%, e con un profilo di tollerabilità nettamente più favorevole. Nivolumab rappresenta oggi, dopo oltre un decennio, il nuovo standard terapeutico per i pazienti con tumore polmonare squamocellulare pretrattati. Un traguardo raggiunto per l’immunoterapia anche in questa indicazione che fa seguito a quella già ottenuta per il melanoma metastatico e che aggiunge una nuova importante arma contro il tumore polmonare non a piccole cellule.

Study published in JCO reports talimogene laherparepvec improves durable responses in patients with advanced melanoma

sitcancer.org/about-sitc/newsroom/press-releases/tvec-improves-durable-responses-in-melanoma-study-finds …

New Clinical Trial Shows Promise for Life-Extending Mesothelioma Drug

asbestos.com/news/2015/04/13/immunotherapy-clinical-trial-shows-promise/ …

Mesotelioma, Fda riconosce lo status di farmaco orfano a tremelimumab

pharmastar.it/index.html?cat=4&id=18099#.VWManTGba1E.twitter …

Melanoma: parere favorevole del CHMP per prembrolizumab

http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/news_and_events/news/2015/05/news_detail_002328.jsp&mid=WC0b01ac058004d5c1 …

Tumore squamoso del polmone: parere favorevole del CHMP per nivolumab

ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/news_and_events/news/2015/05/news_detail_002328.jsp&mid=WC0b01ac058004d5c1 …

Studio MESOT-TREM-2012: confermata l'efficacia di tremelimumab nel mesotelioma chemiorefrattario

healthdesk.it/ricerca/mesotelioma_si_studia_limmunoterapia/1432373511 …

Studio MESOT-TREM-2012: confermata l'efficacia di tremelimumab nel mesotelioma chemiorefrattario

http://www.healthdesk.it/ricerca/mesotelioma_si_studia_limmunoterapia/1432373511 …

Studio MESOT-TREM-2012: confermata l'efficacia di tremelimumab nel mesotelioma chemiorefrattario

http://www.healthdesk.it/ricerca/mesotelioma_si_studia_limmunoterapia/1432373511 …

Tumore del polmone: parere favorevole del CHMP per nivolumab

• Nivolumab è il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 a ricevere un parere favorevole dal CHMP nel tumore del polmone avanzato non a piccole cellule • Il parere del CHMP si basa sull’aumento di sopravvivenza globale raggiunto nello studio CheckMate -017 • È la seconda valutazione positiva del CHMP per nivolumab, dopo quella ottenuta lo scorso aprile nel melanoma avanzato (22 Maggio 2015) - Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha espresso parere favorevole raccomandando l'approvazione di nivolumab, inibitore del checkpoint immunitario PD-1, nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) squamoso localmente avanzato o metastatico precedentemente trattato con la chemioterapia in pazienti adulti. La raccomandazione passa ora al vaglio della Commissione Europea, che approva i farmaci nell'ambito dell'Unione Europea (EU). "Siamo all’avanguardia e in linea con la nostra mission che mira a trasformare il modo di trattare il cancro" ha affermato Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology, Bristol-Myers Squibb. “Il mese scorso abbiamo avuto l’ok del CHMP per nivolumab nel melanoma avanzato. L'annuncio di oggi segna un ulteriore passo nel raggiungimento del nostro obiettivo di cambiare lo standard di cura del tumore al polmone". Opinione positiva basata sugli studi CheckMate -017 e CheckMate -063 La valutazione favorevole del CHMP si basa sui dati di due studi, CheckMate -017 e CheckMate -063, che hanno dimostrato l'efficacia e la sicurezza di nivolumab in pazienti con NSCLC squamoso avanzato o metastatico in progressione dopo un precedente trattamento chemioterapico. Lo studio di fase III CheckMate -017, randomizzato, in aperto ha incluso pazienti in progressione durante o dopo un precedente regime chemioterapico con platino. I risultati di un'analisi ad interim prespecificata di CheckMate -017 hanno dimostrato un significativo aumento della sopravvivenza globale (OS) con nivolumab, rispetto a docetaxel, con una riduzione del 41% del rischio di morte, indipendentemente dallo stato di espressione di PD-L1. Il tasso di sopravvivenza stimato ad un anno era quasi raddoppiato con nivolumab (42%), rispetto a docetaxel (24%). La OS mediana era 9,2 mesi nel braccio con nivolumab e 6 mesi nel braccio con docetaxel. Un secondo studio di fase II, CheckMate -063, internazionale, multicentrico, in singolo braccio, ha incluso pazienti con NSCLC squamoso metastatico in progressione dopo una terapia con platino e almeno un ulteriore regime di trattamento sistemico. In CheckMate -063, il tasso di risposta obiettiva confermata, l'endpoint primario dello studio, era pari al 14,5%, con un tasso di sopravvivenza stimato ad un anno del 40,8% e una OS mediana di 8,2 mesi. Nivolumab Bristol-Myers Squibb ha un vasto programma di sviluppo clinico per valutare nivolumab in diversi tipi di tumore in più di 50 studi - in monoterapia o in combinazione con altre terapie – che coinvolge più di 8.000 pazienti in tutto il mondo. Nivolumab è stato il primo inibitore di checkpoint immunitario PD-1 al mondo a ottenere l’approvazione; infatti, il 4 luglio 2014 Ono Pharmaceutical Co. ha annunciato di aver ricevuto il via libera per la produzione e commercializzazione del farmaco in Giappone per il trattamento dei pazienti con melanoma non operabile. Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato per la prima volta nivolumab per il trattamento dei pazienti con melanoma non operabile o metastatico in progressione dopo terapia con ipilimumab e, in caso di mutazione di BRAF V600, anche con un inibitore di BRAF. Nivolumab ha ottenuto la sua seconda approvazione dalla FDA, il 4 marzo 2015, per il trattamento dei pazienti con NSCLC squamoso metastatico in progressione durante o dopo chemioterapia a base di platino. Inoltre, nivolumab è stato anche studiato in pazienti con NSCLC non squamoso. Il 17 aprile 2015, uno studio di fase III (CheckMate -057), randomizzato, in aperto, che ha valutato nivolumab vs docetaxel in pazienti pretrattati con NSCLC non squamoso avanzato è stato interrotto anticipatamente in seguito a una valutazione condotta dal Comitato indipendente di Monitoraggio dei Dati (DMC) che ha concluso che lo studio aveva raggiunto l’endpoint, dimostrando un aumento della OS nei pazienti che ricevevano nivolumab rispetto a quelli trattati con docetaxel. L'Azienda condividerà questi dati con le autorità sanitarie. Tumore del polmone Il tumore del polmone è la principale causa di morte per cancro al mondo e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità è responsabile di più di 1,5 milioni di decessi ogni anno. Il NSCLC è uno dei tipi più frequenti di questa malattia con l’85% circa dei casi. La sopravvivenza varia a seconda dello stadio e del tipo di tumore al momento della diagnosi. Complessivamente, la sopravvivenza a 5 anni per questo tipo di tumore in stadio I è compresa tra il 47% e il 50%, mentre per lo stadio IV sempre a 5 anni scende al 2%. Immuno-oncologia in Bristol-Myers Squibb Chirurgia, radioterapia, chemioterapia o terapie target hanno rappresentato negli ultimi decenni i pilastri del trattamento per il cancro senza che la sopravvivenza a lungo termine e la qualità di vita siano migliorate in molti pazienti con malattia in stadio avanzato. Per colmare un significativo bisogno clinico insoddisfatto di salute Bristol-Myers Squibb sta guidando il progresso in un campo innovativo della ricerca e del trattamento del cancro noto come immuno-oncologia, che comprende terapie che interagiscono direttamente con il sistema immunitario per combattere il cancro. L'azienda sta esplorando una vasta gamma di molecole e approcci immuno-oncologici in pazienti con diversi tipi di cancro, compresa la ricerca di potenziali combinazioni di terapie immuno-oncologiche che nel trattamento del cancro hanno come bersaglio vie cellulari diverse e complementari. Siamo dedicati a migliorare la scienza dell’immuno-oncologia con l’obiettivo di modificare le aspettative di sopravvivenza e il modo in cui i pazienti convivono con il tumore. Bristol-Myers Squibb Bristol-Myers Squibb è un'azienda farmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a combattere gravi malattie. Per maggiori informazioni, visitate il sito: www.bms.com e www.bms.it.

Lorenzin,nuovi farmaci immunoterapici speranza contro tumori

(V. Aifa,avvio immediato uso compassionevole.. delle 20.14) (ANSA) - ROMA, 21 APR - "I nuovi farmaci immuno-terapici aprono la strada ad una vera e propria rivoluzione nelle terapie oncologiche, offrendo, per la prima volta, speranza di lunga sopravvivenza a malati per i quali fino ad oggi non esistevano concrete opzioni terapeutiche". Cosi' il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha commentato l'annuncio da parte di Aifa, congiuntamente con l'azienda produttrice, dell'apertura di un programma di uso compassionevole che garantisce l'accesso immediato al nuovo farmaco immuno-oncologico nivoluman. Farmaco che ha dimostrato significativi vantaggi nei dati di sopravvivenza per la terapia del tumore al polmone squamoso metastatico. "Riuscire a dare accesso a tutti i malati italiani a terapie fino a poco tempo fa insperate e' una priorita' del Ministero - ha proseguito Lorenzin - cosi' come e' importante garantire che questo accesso avvenga in tempi brevi, perche' anche poche settimane di ritardo possono fare la differenza tra la vita e la morte per molte persone". "Per questa ragione - ha concluso il Ministro - ho personalmente sollecitato le aziende produttrici che hanno dato la loro disponibilita' ad attivare programmi di uso compassionevole che consentano a tutti i pazienti un accesso immediato ai nuovi farmaci. Nello stesso tempo manterro' alta l'attenzione affinche' tutte le istituzioni coinvolte possano mettere in campo le azioni positive necessarie affinche', immediatamente dopo la registrazione EMA, il percorso autorizzativo italiano si completi rapidamente e in linea con i tempi dei piu' avanzati paesi europei".(ANSA).

IMMUNONCOLOGIA: NASCE A SIENA IL PRIMO PORTALE WEB ITALIANO

http://www.saluteh24.com/il_weblog_di_antonio/2015/04/immunoncologia-nasce-a-siena-il-primo-portale-web-italiano.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+IlWeblogDiAntonio+%28Il+Weblog+di+Antonio+Caperna%29

Tumore polmonare non squamoso: migliore sopravvivenza con anti-PD1 rispetto alla chemioterapia

I risultati dello studio registrativo Checkmate 057 hanno dimostrato la superiorità in sopravvivenza dell’anti-PD-1 Nivolumab rispetto alla chemioterapia nei pazienti affetti da tumore polmonare non squamocellulare che hanno fallito una o due linee di terapia medica. Questi risultati, molto attesi, potranno sperabilmente portare alla celere approvazione di Nivolumab anche in questo istotipo tumorale. Un altro successo del trattamento di immunoterapia con il blocco di PD-1 che si aggiunge a quelli recentemente ottenuti nel melanoma metastatico e nel tumore squamocellulare polmonare.

Carcinoma renale pretattato: risposte cliniche durature con terapia anti - PD 1

http://jco.ascopubs.org/content/early/2015/03/30/JCO.2014.58.1041.abstract

Melanoma: Ridotto rischio di recidiva con terapia anti - CTLA4 adiuvante

ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25840693

Chi ha paura della scienza

Chi ha paura della scienza
File in pdf

Melanoma metastatico: migliore risposta clinica e sopravvivenza con il blocco di PD1 rispetto ad anti-CTLA4

Melanoma metastatico: migliore risposta clinica e sopravvivenza con il blocco di PD1 rispetto ad anti-CTLA4

Promettenti risultati con anticorpi anti-PD1 nel tumore polmonare squamocellulare avanzato

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25704439

Melanoma: più efficace terapia con anti-PD1 vs chemioterapia a progressione dopo anti-CTLA4

http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045%2815%2970076-8/abstract …

TROVATO UN KILLER DEI TUMORI

Oncoimmunologia. Trovato un killer dei tumori Un anno fa, l'immunoterapia dei tumori svettava in cima alla classifica di "Science" sui settori più caldi dell'anno. E le continue scoperte del settore suggeriscono che nei prossimi anni, con ogni probabilità, il suo ruolo diventerà ancora più centrale. Tra le ricerche più importanti c'è quella pubblicata nei giorni scorsi su "Nature Communications" e firmata da un team internazionale, che ha visto coinvolti in Italia l'Università Magna Graecia di Catanzaro con il gruppo diEnnio Carbone,l'Università di Salerno con il gruppo di Maurizio Bifulco, l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l'Università di Genova e lo leos-Cnr di Napoli. E a riconoscere l'importanza della scoperta è il numero uno dell'oncoimmunologia in Italia, Michele Maio, direttore del reparto di immunoterapia dei tumori dell'Ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena: «Questi dati sono importanti, perché mostrano che nei linfonodi delle persone con melanoma metastatico c'è una concentrazione particolarmente alta di un tipo di linfociti chiamati Natural Killer, molto attivi in modo specifico contro le cellule tumorali, e che chi ne ha di più ha anche una prognosi più favorevole». Gli autori ipotizzano che le cellule Nk possano essere isolate dal tumore rimosso, coltivate, e somministrate di nuovo al malato, per distruggere le cellule maligne che potrebbero aver colonizzato altri organi. A. Cod. L'Espresso 9, Gennaio 2015

The Italian Network for Tumor Biotherapy (NIBIT): past,present and future goals

Published on: Reviews in Health Care 2014; 5(1): 3-6 http://journals.edizioniseed.it/index.php/rhc/issue/view/188
File in pdf